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NO alla deportazione dei cani del canile di Foggia!

Con il presente comunicato intendiamo fare il punto della situazione sulla questione relativa al trasferimento dei circa 300 cani detenuti presso il canile di Foggia e posto sotto sequestro il 25 marzo 2016. 

Com’è noto, il 6 novembre c.a., il Comune, con la determina dirigenziale n. 1198, ha approvato un avviso pubblico per la manifestazione d’interesse al fine di cercare una struttura in cui spostare tutti i cani, in attesa della costruzione di un nuovo canile.

Alla scadenza del termine ultimo per la presentazione, il 13 novembre, l’unica proposta pervenuta è stata quella della ditta Malcangi di Trani, che non potrà comunque essere presa in considerazione perchè la struttura si trova al di fuori del comprensorio asl competente e i cani non vi potrebbero essere trasferiti per espressa previsione legislativa (art. 44 L.R. n.4/2010).

Delle possibili soluzioni si è discusso la mattina di martedì 14 in un’assemblea convocata dal Sindaco Franco Landella, cui hanno preso parte oltre ai referenti delle associazioni animaliste (A largo Raggio, Volontari Protezione Animali Foggia, Guerrieri con la Coda, Fare Amniente e noi), l’assessore Erminia Roberto, il dirigente Nicola Ruffo e diversi consiglieri comunali. Nel corso della riunione è stato ribadito il nostro più fermo rifiuto al trasferimento degli animali e sono state fatte delle controproposte che al momento sono al vaglio dell’amministrazione.

Il dialogo col Comune è ancora aperto e noi associazioni, messe da parte le divergenze che ci hanno spesso viste contrapposte in questi anni, stiamo facendo muro compatto affinché questa brutta vicenda si concluda nel modo migliore possibile.

Approfittiamo di questo comunicato, per ringraziare le centinaia di cittadini da tutte le parti d’Italia che in questi giorni ci hanno sostenuto e ci sostengono, e ci ripromettiamo di aggiornarli sui nuovi sviluppi.

 

 

 

Risposta all'ordinanza sindacale in seguito alla nostra diffida

In seguito alla nostra diffida, il 7 agosto il Sindaco ha emesso l'Ordinanza n. 37 con cui ha ordinato "lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico sul pronao della villa comunale" (l'ordinanza è visionabile online sul sito del Comune di Foggia cliccando in alto su "Albo Pretorio", poi a sinistra su "Ordinanze", poi su "Cerca" senza inserire dati).

Una risposta all’ordinanza del sindaco Franco Landella e al comunicato stampa del Comune di Foggia (perlomeno così come riportato dai giornali) ci sembra doverosa, perché l’atteggiamento demagogico palesato dall’amministrazione comunale cela diverse inesattezze.

L’intento della nostra diffida non era quello di privare la cittadinanza dei tradizionali festeggiamenti per la Patrona, piuttosto quello di spingere l’amministrazione comunale a predisporre tutte le azioni necessarie al fine di minimizzare il più possibile i rischi per persone, animali e cose.

Ricordiamo che i fuochi pirotecnici sono estremamente inquinanti e che il luogo scelto per la loro accensione, il pronao della villa comunale, unico polmone verde della zona, è in pieno centro cittadino, nel bel mezzo di un incrocio molto trafficato, con le relative conseguenze sulla qualità dell’aria; inoltre trattasi di una costruzione avente un certo rilievo storico-artistico che, insieme ad altri edifici storici della zona, potrebbe essere danneggiata dalle forti vibrazioni.

La normativa che citiamo a sostegno della nostra diffida prevede, quantomeno sulla carta, un iter molto stringente per privati ed enti che intendessero porre in essere la medesima attività d’intrattenimento, iter sicuramente predisposto a tutela della pubblica salute e sicurezza, che prevede, tra l’altro, il divieto di accensione di fuochi notturni a meno di 1500 metri dal centro abitato: per quale motivo un evento organizzato direttamente dal Comune non dovrebbe sottostare alle stesse regole, se i rischi sono gli stessi?

Inoltre, se è sicuramente vero che una parte della cittadinanza è favorevole allo spettacolo pirotecnico, è altrettanto vero che il Sindaco, con un atteggiamento alquanto arbitrario, decide di ignorare del tutto le istanze di quei cittadini che ai fuochi sono contrari, ritenendoli dannosi o comunque superflui. Del resto, nel comunicato rilasciato dall’amministrazione e nell’ordinanza viene “dimenticato” che la diffida è stata sottoscritta, oltre che dall’associazione antispecista “Liberazione Animale”, anche dalle sezioni locali di WWF, Legambiente e Lipu, nonché dal Centro Studi Naturalistici, Cicloamici, Capitanata Rifiuti Zero, A largo Raggio e dal Centro C.O.S.E., che, tutti insieme, rappresentano una bella fetta di cittadinanza civile.

Ultimo, ma non meno importante, ufficialmente la spesa per luminarie e fuochi d’artificio consta di euro 18.500, 8000 circa dei quali destinati allo spettacolo pirotecnico. Ora, considerate le tante criticità che purtroppo affliggono la nostra città, riteniamo che quel denaro, invece di andare letteralmente in fumo, avrebbe potuto essere investito per fornire QUALSIASI altro servizio utile ai cittadini.

Fuochi d'artificio: quando ad andare in fumo è la legalità

Con l’approssimarsi di ferragosto torniamo a parlare di fuochi d’artificio.

La nostra associazione, come ogni associazione ambientalista e animalista, è da sempre contraria ai tradizionali spettacoli pirotecnici: il fumo denso che rimane nell’aria anche per ore dopo la deflagrazione dei fuochi artificiali è composto da polveri sottili ed ultrasottili, cancerogene e nocive per la salute di tutti ed in particolar modo delle persone affette da patologie polmonari, malattie respiratorie o intolleranti a sostanze chimiche ad alta volatilità; inoltre, altro aspetto problematico, è quello relativo al forte rumore provocato dalle deflagrazioni: se lo stesso può creare disagi anche agli esseri umani, specie nei soggetti più sensibili, quali cardiopatici, anziani e bambini piccoli, per gli animali, che, com’è noto, hanno un udito molto più sviluppato del nostro, le conseguenze sono ben più gravi e spesso fatali, sia perché alcuni (specie i volatili) muoiono letteralmente di paura, sia perché altri, terrorizzati ed in preda a reazioni incontrollate, istintivamente tendono a fuggire, rischiando di smarrirsi e vagare per strada ed esponendosi a incidenti, con conseguenze gravi anche per gli automobilisti.

Proprio in quanto pericolosi per la pubblica salute e sicurezza, gli spettacoli pirotecnici sono regolamentati, a livello nazionale e locale, da norme volte a garantire che l’accensione dei fuochi avvenga riducendo il più possibile i rischi connessi. Anche il Comune di Foggia, con una delibera ormai datata, ma mai abrogata nè derogata (delib. C.C. n. 57/99), prevede una procedura specifica per gli spettacoli pirotecnici, la quale, in sintesi, impone sia un’adeguata programmazione (le richieste da parte degli enti promotori devono essere presentate entro il 31 dicembre dell’anno precedente), sia una relazione d’impatto da sottoporre alla preventiva approvazione dell’ufficio ambiente del Comune, di concerto con la commissione tecnica per l’accensione degli spettacoli pirotecnici.

Volendo assicurarci che per i fuochi del prossimo ferragosto fosse stata rispettata la procedura relativa, ci siamo recati presso l’ufficio ambiente del Comune per chiedere di prendere visione delle relazioni d’impatto previste dalla delibera citata in relazione agli spettacoli pirotecnici del 15 agosto 2016 e 2017 e qui abbiamo fatto una scoperta che ci ha lasciato a dir poco allibiti: parlando con i dirigenti dell’ufficio, la dott.ssa d’Orta e l’Ing. De Stasio, è emerso che quella che dovrebbe essere una normativa dettata a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini è, di fatto, disapplicata da sempre, non esistendo alcuna programmazione annuale e nessuna relazione d’impatto preventiva. Decisi ad andare a fondo nella vicenda, abbiamo comunque provveduto ad inoltrare via PEC una formale richiesta di accesso agli atti, che l’ufficio ambiente, trovandosi nell’impossibilità materiale di produrre i documenti in oggetto, ha a sua volta inoltrato al gabinetto del Sindaco. In attesa del decorso del termine relativo alla formale richiesta di accesso agli atti, siamo comunque riusciti ad ottenere un incontro de visu con il dirigente di gabinetto, il Sig. Angelo Mansella, il quale ci ha confermato quanto già appreso dall’ufficio ambiente: la sostanziale e reiterata inosservanza della delibera in questione, praticamente dal momento della sua emanazione.

Sconcertati dal fatto che le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1999 ad oggi abbiano di fatto ignorato prescrizioni dettate a tutela della pubblica salute e sicurezza, abbiamo presentato, con il sostegno di numerose altre associazioni -WWF Foggia, LIPU Onlus - Sezione prov.le Foggia, CSN Onlus, Legambiente Foggia, OdV “Capitanata Rifiuti Zero”, Fiab Foggia Cicloamici, “A largo Raggio” Onlus, Centro C.O.S.E.-, che ci teniamo a ringraziare pubblicamente, una formale diffida all’amministrazione comunale dall’accensione dei fuochi di ferragosto, chiedendo altresì che, ove fossero adottati provvedimenti in deroga al fine di consentire ugualmente lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico, vengano quantomeno garantiti gli stessi livelli di tutela della pubblica sicurezza e salute contemplati dalla delibera disattesa e dalla normativa vigente in materia.

Augurandoci che l’amministrazione comunale si adoperi per porre fine ad una prassi illecita e potenzialmente pericolosa per la sicurezza e la salute dei cittadini, magari cogliendo l’occasione per aggiornare prescrizioni ormai obsolete -considerato che dal 1999 ad oggi la materia dei fuochi artificiali è stata più volte modificata a livello sia nazionale che comunitario-, riteniamo opportuno precisare che, sebbene continuiamo a ritenere preferibili alternative ugualmente d’effetto ma più sicure oltre che economiche rispetto ai fuochi artificiali, il nostro intento non è quello di impedire o rovinare i festeggiamenti di ferragosto: semplicemente crediamo che, da cittadini, sia doveroso pretendere il rispetto della legalità, specie quando si tratta di garantire la tutela della sicurezza e della salute di tutti.

Noi Diciamo NO al Nature Show

Anche quest’anno Foggia ospiterà il “Nature Show”, la più grande esposizione del Sud Italia dedicata, come si legge sulla pagina ufficiale dell’evento, ad appassionati ed estimatori della caccia, della pesca, delle armi e degli sport all’aria aperta.
"Liberazione Animale" e "LunaCometa" dicono NO al Nature Show!

 

NO perché propugna un modello culturale maschilista e sciovinista

A pubblicizzare l’evento manifesti e locandine raffiguranti il mezzo busto di una donna-lupo nuda, che stringe le braccia al seno mentre un serpente le striscia giù dal collo. Ovviamente non ci stupisce che una manifestazione che esalta l’utilizzo delle armi e “sport” violenti quali caccia e pesca, venga pubblicizzata con un’immagine trasudante maschilismo e richiami sessuali più o meno espliciti: l’archetipo donna-animale, in cui la donna, proprio come la natura e gli animali, viene presentata come una creatura pericolosa, ammaliatrice e selvaggia, da domare, si sposa benissimo con l’ideologia del dominio di tipo patriarcale che purtroppo ancora caratterizza la nostra società e con l’archetipo dell’uomo-cacciatore, che di quella ideologia è figlio, in cui il maschio coraggioso e virile è impegnato ad affrontare le proteiformi manifestazioni di una natura infida e pericolosa.
Tale esempio di sciovinismo maschilista, che comunque rende efficacemente l’idea del modello culturale che l’esposizione in argomento propugna, non è l’unico elemento a suscitare la nostra più ferma riprovazione.


NO perché siamo contrari all’uso e alla spettacolarizzazione delle armi

Più che la natura, infatti, protagoniste della mostra sono le armi, strumenti di morte attorno a cui gira un business milionario, che non riguarda certo solo la caccia e il tiro sportivo. Attualmente sono in corso oltre 30 conflitti armati di grandi dimensioni nel mondo (senza contare guerriglie e sommosse), secondo l’Uppsala Conflict Data Program (UCDP) , programma del Peace Research Institute di Oslo e l’Italia delle armi non fa altro che fomentare questo tragico quadro, vendendo armi in 123 paesi nel mondo, malgrado la legge 185/90 che vieta l’esportazione di armi verso paesi in stato di conflitto ed anche verso i paesi che violano i diritti umani, come Kurdistan, Siria, Libano, Iraq, Egitto, Libia, Afghanistan e Yemen. Proprio a gennaio è stato scoperto un traffico internazionale di armi verso la Somalia, che ha coinvolto camorra, mafia del Brenta e l’amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi (già coinvolto un’altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia), oltre che suoi collaboratori con forti legami con il mondo politico.


NO perché riteniamo non sia uno spettacolo per bambini

Non ci risulta che gli enti promotori della manifestazione abbiano predisposto misure particolari con riferimento alla partecipazione all’evento da parte dei minori. Dunque, a prevalere è purtroppo ancora una volta la logica del profitto, che, senza alcuno scrupolo etico o pedagogico, promuove e legittima la normalizzazione della violenza.
Per chi produce e vende armi coltivare giovani clienti è la strategia che assicura il futuro, propagandano l'idea che le armi siano un'attività ricreativa.
Gli uomini imparano dalla osservazione e dalla imitazione del comportamento altrui. E’ quindi inevitabile che i bambini imparino dagli adulti. Viene chiamata la ‘teoria dell’apprendimento sociale’. Se un minore viene esposto a comportamenti di aggressività e violenza, non potrà che riprodurli, imitando l’adulto con un conseguente logoramento della sensibilità nei rapporti con gli altri esseri viventi.

NO, perché sappiamo come molti cacciatori trattano i propri cani

I principali fruitori della manifestazione sono i cacciatori che considerano i loro cani esclusivamente come strumenti della loro attività.
Molti di loro detengono i propri animali in box angusti da cui escono, quando va bene, una volta al giorno, fino alla stagione della caccia. E, finita quella, spesso vengono abbandonati perché non “buoni”. Inoltre, le femmine, spesso non sterilizzate (perché è convinzione tra la categoria che perdano il fiuto) ma libere di scorazzare durante la caccia, si accoppiano e i cuccioli vengono puntualmente abbandonati.
Ecco perché i cacciatori risultano essere quelli che maggiormente contribuiscono al fenomeno del randagismo nella nostra provincia, dati alla mano.
Ricordiamo anche che al Nature Show ci sarà un’ampia esposizione delle aziende che vendono collari educativi e antiabbaio (che funzionano con scosse elettriche). Da un punto di vista amministrativo ad oggi non sussiste un esplicito divieto di vendita e commercializzazione di tali apparecchiature, seppur numerose ordinanze ministeriali siano intervenute nel tempo, ma nonostante ciò la giurisprudenza non ha mancato di chiarire nel tempo la contrarietà di tale utilizzo al benessere animale, e la conseguente rilevanza penale della condotta. Più di una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato che “L’uso del collare antiabbaio rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali”.

NO, perché a noi piace la natura così com’è

“Nature Show - lo spettacolo della natura”. Ecco, lasciamola com’è. Oggi, con evoluzione e progresso sullo sfondo, l’attività venatoria si continua a esercitare ma non per sopravvivere. Di caccia si muore e questo non vale solo per gli animali. Infatti, non mancano gli incidenti a danno ora di cacciatori ora di inconsapevoli passanti.
E abbandonando del tutto un punto di vista antropocentrico sulla caccia, le notizie non sono favorevoli per la natura: l’attività venatoria legalizzata mette a rischio la biodiversità. Seppur meno ‘rumorosi’ della deprecabile uccisione del leone Cecil, silenziosamente si riducono gli esemplari di ben 19 specie di avifauna già in stato di conservazione sfavorevole. Un nutrito numero di animali, già provati da un habitat pesantemente modificato dall’azione umana, soffre anche per l’inquinamento acustico provocato dagli spari tale da influenzare anche i loro ritmi di vita, compresa la ricerca del cibo. In aggiunta, e spesso sottovalutato, si rileva l’inquinamento da piombo contenuto nelle munizioni di caccia: veleno per animali selvatici, terreni e naturalmente uomo.
La caccia oggi non ha più niente a che vedere con la sopravvivenza, è un “divertimento” violento e pericoloso che fa molto male alla natura e alle persone. La fauna selvatica secondo la legge italiana è “patrimonio indisponibile dello Stato” e appartiene alla collettività. Perché qualcuno dovrebbe avere il diritto di uccidere qualcosa che è patrimonio di tutti?

A questo aggiungiamo, per gli stessi motivi, anche l'altra deprecabile attività della pesca sportiva che pure rientra oggi tra quelle attività praticate dagli “amanti della natura” e della vita all'aria aperta.

RICORDIAMO CHE AMARE LA NATURA NON SIGNIFICA ENTRARVI A GAMBA TESA PER SVOLGERE ATTIVITÁ BEN POCO RISPETTOSE DELLA STESSA, COSÍ COME NON SIGNIFICA PROVOCARE LA SOFFERENZA E LA MORTE DI ALTRI ESSERI VIVENTI. L'AMORE PER LA NATURA SI ESPRIME ANZI DIFENDENDOLA, FACENDOSI FAUTORI DI UN ACCOSTAMENTO RESPONSABILE AD ESSA CHE NULLA HA A CHE FARE CON TURISMO, ARMI E METODI PIÚ O MENO INVASIVI E/O INVADENTI.

Esprimiamo, inoltre, il nostro dissenso a una rappresentazione fuorviante da parte della pubblicità fatta al Nature Show di siffatta manifestazione, tale da farla apparire agli occhi dei più come qualcosa che celebra la natura, mentre propugna quasi solo attività che alla stessa fanno violenza, con conseguenze – come abbiamo visto – anche sul piano umano e antropologico.

L'uomo può e deve sicuramente entrare in contatto con la natura e immergersi in essa, senza usarvi però violenza alcuna. Il Nature Show, sotto il pretesto di una giornata a contatto con la natura, sembra fare piuttosto un calderone di situazioni che con essa poco o nulla hanno a che fare: dalle già citate caccia e pesca all'esposizione di auto, passando per il salone dell'Oriente (???) al villaggio medievale. Tutte attività, ad esclusione di caccia e pesca, di sicuro e vivo interesse, ma non si capisce per quale motivo inserite in un’esposizione che, dovendo essere dedicata alla natura, dovrebbe puntare a farla conoscere, a farne usufruire RESPONSABILMENTE, a diffondere la conoscenza della biodiversità, degli habitat, degli animali che la popolano. Sarebbe pertanto quantomeno opportuno chiamarla in altro modo, anche per rispetto verso i tanti che invece ogni giorno e spesso in maniera gratuita operano per la VERA salvaguardia della natura e con VERA passione e VERO AMORE per la stessa.
In conclusione ci domandiamo inoltre, dove siano associazioni ambientaliste, animaliste e pacifiste a far sentire la propria voce. Un silenzio assordante su un evento che riduce la natura a un mero oggetto di sfruttamento. Stupisce, inoltre, il patrocinio dell'Assessorato alle Risorse Agroalimentari e la partecipazione di quello alle Politiche Agricole della Regione Puglia tra gli espositori in una fiera dedicata, come recita il sito stesso, a “caccia, pesca, droni e bonsai”.

L'UNICO SPETTACOLO DELLA NATURA È LA NATURA STESSA.

Relazione sul Tavolo di lavoro con ASL provincia di Foggia

L'incontro si è focalizzato soprattutto su sterilizzazione e chippatura dei randagi, in particolare nella duplice prospettiva di raggiungere, da un lato, l'obiettivo che il coordinamento si prepone, ossia arrivare a sterilizzare tutti i randagi sul territorio e,> dall'altro, di far sì che sia i volontari del coordinamento sia i cittadini abbiano ben chiare le procedure da seguire, anche e soprattutto per evitare il triste fenomeno della chippatura a nome di privati senza passare per l'asl, pratica questa che si presta a molteplici distorsioni negative a danno degli animali, anche relativamente al traffico fuori controllo di animali che vengono fatti adottare al nord. In particolare è stato ribadito che:
-la chippatura dei randagi deve necessariamente passare attraverso il doppio passaggio della chippatura alla asl prima a nome del comune e poi del cittadino adottante, con assoluto divieto, purtroppo non codificato e spesso aggirato, di far chippare a nome proprio cani randagi da veterinari compiacenti;
-la chippatura fatta dalla asl è l'unica che dà diritto alla sterilizzazione gratuita e consente di mantenere l'effettiva tracciabilità della storia dell'animale, anche in vista della creazione di fascicoli con informazioni dettagliate su ciascun animale;
-la degenza pre/post sterilizzazione può essere affidata anche a privati, purché presentino apposita domanda protocollata al Comune e da inviare per conoscenza anche alla asl;
-sarebbe opportuna la creazione di un albo di volontari, comune per comune, che hanno dato la disponibilità per le degenze, da comunicarsi sia ai comuni che alle asl;
-la necessità che i volontari del coordinamento conoscano la normativa vigente in materia di randagismo;
-l'opportunità che il coordinamento predisponga materiale informativo con il patrocinio dell'asl da distribuire presso i cittadini e gli ambulatori veterinari;
-nel Comune di Foggia tutte le segnalazioni inerenti ai randagi devono essere fatte alla polizia municipale che ha l'obbligo di intervenire; nonostante il testo ambiguo della legge regionale, i privati non possono prelevare randagi sul territorio (tra i prossimi incontri è previsto anche un tavolo con i rappresentanti della municipale);
-la reimmissione sul territorio è possibile solo previa ordinanza del sindaco;
-gli affidi/adozioni possono essere decisi solo dal Comune o dall'associazione/ente delegato dal comune stesso, non dai volontari;
-è necessario garantire controlli a tappeto da parte di forestale, guardie ecozoofile ecc sul rispetto delle procedure relative alla chippatura.
Il dott. Fini si è reso disponibile a predisporre un prospetto che indichi comune per comune enti, strutture e relative funzioni in relazione al randagismo. Si è poi accennato al caso avvenuto a Foggia qualche giorno fa di un cane che è stato accalappiato per aver presumibilmente causato un incidente con evidente violazione delle norme sui maltrattamenti e che pare sia ancora detenuto (pare nei locali asl) in condizioni di maltrattamento.

Tavolo di lavoro con ASL provincia di Foggia

 Il Coordinamento Provinciale Animalista di Foggia, dopo il successo della presentazione del progetto Zero Cani in canile a Roma alla presenza del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità, del giornalista RAI di Cronache Animali, comunica che cominciano i primi tavoli di lavoro con le istituzioni locali per affrontare e risolvere insieme le problematiche del randagismo della Provincia di Foggia. Il primo tavolo sarà con la ASL e si terrà martedì 26 aprile alle ore 16 a S Giovanni Rotondo. Vi aspettiamo.

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Incontro per la costituzione del coordinamento volontari della provincia di Foggia

A Cerignola alle ore 10,00 presso la sala consiliare nascerà il Coordinamento provinciale delle Ass. Animaliste della Provincia di Foggia con l'intenzione di : 
1) Regolamentare l'operato dei volontari e dei canili al fine di renderlo tracciabile e trasparente, 
2) Far assumere alle istituzioni le responsabilità' previste dalle leggi sul randagismo 
3) Iniziare un percorso comune che porti i canili/gattili ad essere per gli animalisolo aree di transito in attesa di adozione. 
OBIETTIVO: Mettere fine al business che ruota intorno al randagismo le cui conseguenze le pagano gli animali,cittadini, gli adottanti e i volontari seri.
QUESTO IL PROGRAMMA DEI LAVORI:

Ore 10,00 arrivo e registrazione partecipanti su apposita scheda che permetterà di mappare la situazione in tutti i paesi della provincia (presenza di canili sanitari, di gruppi di volontari, rispetto delle procedure da parte delle istituzioni...). A tutti i partecipanti sarà distribuito un modulo per la richiesta di adesione al coordinamento e per fare proposte di miglioramento alla bozza di regolamento che sarà illustrata. Tale modulo dovrà essere consegnato compilato alla fine dell'incontro.
1) Presentazione gruppo promotore del progetto da parte di Chiara Valentino, degli Amici di Balto.
2) Competenze delle istituzioni ( ASL, Comuni, Forze dell'Ordine) e procedure sanitarie di intervento sul randagismo a cura del Dott Michele Buttiglione, Medico veterinario Asl.
3) Aspetti legali del progetto che il coordinamento intende perseguire a cura dell'Avv. Laura Valentino.
4) Illustrazione bozza di regolamento e modulistica che si intende adottare per le adozioni a cura di Francesca Toto, rappresentante dei Volontari del Canile sanitario di Vieste.
5) Testimonianze di alcune delle realtà virtuose della nostra provincia e risultati ottenuti. 
6) Struttura sociale del cane di canile e gestione innovativa di canile: da prigionia a luogo di recupero comportamentale a cura dell'educatore cinofilo Giuseppe Fatone
Ore 12,15 Compilazione da parte dei partecipanti dei moduli per il miglioramento della bozza illustrata e chiusura lavori.
Alla luce delle migliorie che i partecipanti apporteranno sarà organizzato un successivo tavolo di lavoro in data da concordare in cui il regolamento sarà perfezionato e sottoscritto. 

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APRIAMO L'UFFICIO PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI A FOGGIA!

Il testo che segue, corredato da 1094 firme raccolte (818 on line qui e 276 su carta), verrà presentato al Sindaco di Foggia, Franco Landella e all'Assessore ai Servizi Sociali, Erminia Roberto affinchè si attivino, finalmente, per l'apertura di un Ufficio dei Diritti degli Animali anche a Foggia, fondamentale soprattutto nella situazione attuale, col canile sotto sequestro e il recente caso di presunto maltrattamento avvenuto presso la sede Asl "Area A" di tratturo Castiglione.

Il Regolamento per la tutela ed il benessere animale del Comune di Foggia, approvato nel 2007 in accordo con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale del 1978 e con la Convenzione Europea per la protezione degli animali del 1987, riconoscendo alle specie animali non umane il diritto ad un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, anatomiche, fisiologiche ed etologiche ed individuando nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto e alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi, prevede, tra l'altro, l'istituzione dell'Ufficio dei Diritti degli Animali e la costituzione della relativa Consulta.

I commi 6 e 7 dell'art. 3 così recitano:
6. Per le finalità del presente Regolamento è istituito l’Ufficio dei Diritti degli Animali. Detto Ufficio è gestito dal Sindaco o da suo Consigliere Delegato nell’Ambito dell’Assessorato ai Servizi Sociali ed è dotato di personale scelto fra l’organico Comunale e si può avvalere della collaborazione di esperti esterni secondo le modalità delle vigenti disposizioni in materia.
In particolare all’Ufficio dei Diritti degli Animali sono attribuite le competenze del Sindaco in materia di randagismo e gestione del canile municipale o altre strutture convenzionate, l’istruttoria per il rilascio delle previste autorizzazioni in materia di trasporto, benessere, custodia e commercio di animali.
7. E’ costituita presso l’Ufficio dei diritti degli animali la Consulta delle Associazioni animaliste, ambientaliste, protezioniste del Comune di Foggia. Le associazioni dovranno far pervenire la propria disponibilità di partecipazione alla Consulta e di seguito verranno iscritte in apposito elenco, per il supporto e la corretta applicazione del presente regolamento.”.

L'importanza di tale ufficio è evidente:

* controlla il rispetto dei diritti degli animali, attua l'attività conseguente alle politiche per i diritti degli stessi e vigila sull'attuazione del regolamento, sul rispetto della normativa vigente in materia di benessere animale, anche a seguito degli accertamenti svolti dagli Organi competenti e delle segnalazioni di cittadini e associazioni di volontariato animalista e volontariato zoofilo.

* opera in stretta collaborazione con le autorità sanitarie e di polizia urbana. Per la realizzazione dei propri programmi collabora, oltre che con le altre strutture comunali, con la Consulta Comunale delle Associazioni del volontariato animalista, con i Servizi Veterinari dell'Azienda Sanitaria Locale, con l'Ordine di Medici Veterinari della Provincia, con le Istituzioni Provinciali e Regionali, con l'Università e con l'Istituto Zooprofilattico.

* esercita le competenze del Sindaco in materia di randagismo e gestione del canile municipale o altre strutture convenzionate, l’istruttoria per il rilascio delle previste autorizzazioni in materia di trasporto, benessere, custodia e commercio di animali.

* all'Ufficio competono le relazioni con il pubblico e la divulgazione dei servizi offerti dal Comune di Foggia nel settore della tutela ed assistenza agli animali. A tal fine dovrà essere resa pubblica una utenza telefonica di riferimento ed un indirizzo telematico. Presso l'Ufficio sarà possibile ritirare copia delle Leggi che tutelano gli animali.

Dall'approvazione del Regolamento sono trascorsi ormai ben otto anni e proprio la mancata istituzione dell'Ufficio per i Diritti degli Animali, fondamentale anello di congiunzione tra le Istituzioni e la collettività, costituisce un grave limite alla capillare conoscibilità e, conseguentemente, all'applicabilità del regolamento stesso. Ciò è inaccettabile in una società in cui gli animali sono sempre più presenti nella vita della collettività. Non lasciamo che i principi di civiltà espressi nel Regolamento restino solo sulla carta! Le ricordiamo Sindaco che, ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. 31 marzo 1979, è sua competenza la funzione di vigilanza sull'osservanza di leggi, norme e regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico, nonché l'attuazione delle disposizioni previste nel Regolamento.

 
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