A+ A A-

Le vostre scuse sono inaccettabili: fatevene una ragione!

Ogni anno nel mondo più di 200 miliardi di Animali vengono assassinati selvaggiamente. Più di 200 miliardi di vittime innocenti, inconsapevoli e terribilmente sopraffatte dalla malvagità Umana. Si tratta di ogni specie vivente, per lo più terrestri ma anche acquatiche. Animali uccisi principalmente ad uso alimentare, scientifico, vestiario, svago e divertimento...ed ogni genere di lucro, ivi compresa la caccia e il bracconaggio.

Solo in Italia nella stagione venatoria 2016/17 sono stati uccisi più di 1.700 Animali NON cacciabili, di cui circa 1.000 totalmente illegali. Quantificare una cifra approsimativa di quanti esseri viventi cacciabili siano stati sterminati è praticamente impossibile. Considerando che sul territorio italiano sono state distribuite l'anno scorso più di 700.000 licenze di caccia. Quindi facendo un rapido calcolo si può immaginare, ma purtroppo non quantificare, il macabro presente: uccisi decine forse centinaia di migliaia di Animali.

Le specie Animali attualmente cacciabili in Italia sono 58: 46 Uccelli e 12 Mammiferi (vedi articolo 18 L.157/92). All’interno dei calendari venatori è possibile modificare l’elenco della Legge 157/92 per deroga prevista dalle direttive comunitarie 409 del 1979, introducendo specie escluse oppure con rigide condizioni già applicate nelle ultime annate venatorie.

E' importante dire che tutti questi individui (Animali in qualità di esseri senzienti), uccisi per “sbaglio” o volontariamente, sono tragicamente morti dopo terribili sofferenze: uccisi a fucilate, schiacciati sotto i sassi, agonizzanti per ore o peggio giorni perché intrappolati in reti, incollati nel vischio, ancorati con legni che trapassano loro il petto, con zampe o ali spezzate, soffocati in lacci di metallo...insomma le più temibili e tragiche torture che una qualsiasi persona neanche può immaginare. Tutto questo per perseguire la caccia, una pratica vecchia come il mondo (menzionando una delle loro giustificazioni) ma assolutamente contraria ad ogni logica di moralità. Una tradizione che da secoli continua imperterrita grazie al sostegno di istituzioni, associazioni, gruppi di appassionati e purtroppo anche dall'opinione pubblica che nonostante il profondo dissenso dichiarato stenta a rifiutare dignitosamente questa vera e propria barbarie.

I cacciatori sono abili si sa, e quando vengono colpiti sul fianco dimostrano tutta la loro ipocrisia e falsità. Si reputano “veri animalisti ed amanti della natura”, grandi protettori della fauna, paladini della giustizia di fronte a specie Animali ritenute offensive e quindi pericolose per la quiete pubblica.

Non serve rispondere a queste stupide ed inqualificabili attenuanti, non ha senso ribattere la cruda realtà che viene quotidianamente raccontata da molti. E' importante invece fare informazione etica, esporre la reale situazione, convincere gli scettici che esiste altro di buono e giusto che va inquadrato e racchiuso nella propria presa di coscienza. Questo per far sì che la violenza sia finalmente abbandonata per lasciar spazio ad una maggiore consapevolezza della vita altrui.

A tal proposito riportiamo di seguito due interessanti approfondimenti pubblicati sul sito Veganzetta.org: “Caccia” (pubblicato in data 26 settembre 2014) e “Quanto uccide realmente il cacciatore?” (pubblicato in data 23 settembre 2013).

In fondo ai due articoli c'è un altro approfondimento utile per concepire meglio cosa è, o cosa potrebbe essere, l'antispecismo oggi (lo stesso è apparso come commento sul sito di Adriano Fragano Proposte per un Manifesto antispecista in data 28 marzo 2015).

Buona lettura.

 

 

Caccia


“Sulla caccia si è discusso e si discute molto. I cacciatori parlano di passione, di amore e rispetto per la Natura, di tradizione; chi è contro afferma (giustamente) che è una barbarie, che è pura crudeltà, che si tratta di un massacro legalizzato. Una volta per tutte però si dovrebbe ammettere apertamente che la caccia, come noi la conosciamo ai nostri giorni, non è solo una pratica violenta di esercizio del dominio e una tradizione sanguinaria, ma una sorta di devianza che spinge chi la pratica a ricercare compulsivamente il momento dello sparo e l’uccisione della preda. Chi va a caccia lo fa per soddisfare un bisogno reale: uccidere qualcuno. Intorno a tale bisogno si è costruita la tradizione.”

 

 

Quanto uccide realmente il cacciatore?


Nonostante la riapertura dell’attività venatoria sia stata fortemente contrastata da una nuova ondata di indignazione e da una manifestazione nazionale tenutasi a Firenze sabato 14 Settembre 2013, da qualche giorno i cacciatori sono tornati a sparare nei boschi e nei campi. Già di prima mattina è possibile udire, più o meno lontani, gli spari delle armi da fuoco che generalmente scandiscono la morte di un Animale. Ogni anno, al termine della stagione di caccia, è possibile stilare un elenco di vittime Umane, principalmente comuni cittadini impallinati accidentalmente e cacciatori deceduti per incidenti o arresti cardiaci. Lo stesso non si può dire delle vittime Animali, per cui è solo possibile immaginare il numero di morti. Occorre poi precisare che gli Animali che perdono la vita a causa dell’attività venatoria sono comunque più di quelli su cui i cacciatori riescono a mettere le mani. Il proiettile non è sempre letale. Se un Animale rimane ferito, a seconda dell’entità del danno, c’è la possibilità, più o meno alta, che esso muoia (per infezione, per fame), anche dopo diversi giorni e non pochi dolori. Se invece, l’Animale che viene ucciso possedeva una prole, quest’ultima, se non ancora in grado di procurarsi il cibo, ha ben poche possibilità di sopravvivenza. E ancora, possiamo citare il caso di Animali che perdono il proprio partner. Lo zoologo Carlo Consiglio, nel suo saggio Divieto di Caccia (1), porta ad esempio la monogamia stagionale della maggior parte delle Anatre dell’emisfero settentrionale. Se viene a mancare il partner maschio, le femmine possono avere maggiori probabilità di non sopravvivere o squilibri comportamentali.


Finora però, abbiamo elencato solamente le situazioni che riguardano il singolo individuo, la singola famiglia o la singola coppia. Occorre prestare particolare attenzione al cosidetto “saturnismo”, o avvelenamento da piombo. Consiglio afferma che ogni anno e solo in Italia, vengono sparate indicativamente 500 milioni di cartucce, equivalenti a circa 20 mila tonnellate di piombo, che si disperde nell’ambiente circostante, zone umide incluse nel caso della caccia agli Uccelli acquatici. Tutto questo piombo viene accidentalmente ingerito ed entra così nella circolazione. Gli Uccelli acquatici sono soliti ingoiare sassolini per sminuzzare il cibo consumato precedentemente e così, i pallini finiscono all’interno dell’Animale. Consiglio ci fornisce una descrizione degli effetti del saturnismo sull’organismo:


Gli animali colpiti sono semiparalizzati e non riescono più a volare, le ali si abbattono ai lati del corpo e le zampe non ne sostengono più il peso. Nei cigni, il lungo collo, non più sorretto dai muscoli, non riesce più a stare eretto. La paralisi colpisce anche l’intestino, con il rallentamento dei movimenti peristaltici e il rigonfiamento della cistifellea. Le feci sono verdi e acquose e gli uccelli colpiti si riconoscono per le piume sporche di verde e per l’aspetto emaciato.


A essere colpiti dall’avvelenamento non sono solo gli Uccelli acquatici.


I pallini sono stati rinvenuti anche nei corpi di Uccelli rapaci e altri. Senza voler aggiungere disturbo venatorio, ripopolamenti e altri danni di cui la caccia è responsabile, sappiamo con certezza che il numero di Animali che perdono la vita è molto più alto di quello che si crede, cioè quello attribuito ai semplici fucili. Ma ancora una volta, secondo i cacciatori, è tutto normale. E’ un’attività giusta, accettabile e rispettosa dell’ambiente in cui si svolge. E di nuovo, a rimetterci, sono sempre gli Animali.”


Samuele Strati


Note: 1) Carlo Consiglio, Divieto di caccia. Tutto quello che i cacciatori non vogliono farci sapere, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2012, pp. 26-31

 

 

 

 

Gli Animali non sono nostri fratelli, sono altre popolazioni. Coraggiosamente si potrebbe dire che sono altri individui, altri esseri viventi senzienti con pari intelligenza, pari sensibilità, pari empatia, pari coscienza. In particolare tutti i Mammiferi, più simili a noi per conformità fisiche, possono considerarsi indubbiamente nostri simili. Come non capire coscientemente che ponendoci di fronte al viso di un Cane, una Mucca o qualsiasi Animale…si possa percepire un pensiero, un emozione, una reazione psico-fisica dettata da un movimento degli occhi o da uno sbuffo del respiro o ancora da un gesto affettuoso che tale Animale potrebbe svolgere nei nostri confronti. Come non provare per esempio con un nostro compagno d’affezione (Cane o Gatto che sia) o, anche più semplicemente ma forse in maniera più ostica, osservando le Formiche durante il loro laborioso lavoro, o le Gazze in amore a primavera. Se si concepisce questo, tramite una profonda presa di coscienza, forse ci si rende conto e si assimila che ogni essere vivente esistente sul pianeta è esclusivamente puro, e di diritto libero di gioire della propria esistenza.
La nostra società Umana è specista fin dalla sua nascita. Probabilmente l’Umano è tendenzialmente specista per natura fin da quando ha scoperto l’uso del fuoco e della ruota. Concretamente, e solo ipotizzando probabili teorie, l’essere Umano ha inconsciamente un desiderio di predominio che è intrinseco propriamente all’interno di se stesso.
Quindi cosa fare?!

Inutile procedere testardamente verso una concezione assoluta dei diritti Animali. Questo è scontato, ma al pari lo sono anche quelli degli Umani. Nulla mai si otterrà concretamente se si procederà verso una protezione “violenta e dittatoriale” a favore della salvaguardia Animale. Ciò è in parte un dovere esclusivo di alcune fazioni animaliste che di diritto devono assolutamente praticare azioni dirette e controllate per contrastare l’azione predominante e sanguinaria dell’Umano specista. Sarebbe come lottare contro mulini a vento inarrestabili che da secoli continuano a resistere fortemente a favore di raffiche di vento in continua ascesa. Quanti più Animali verranno protetti e liberati tanti altri verranno imprigionati e seviziati per alimentare un circolo vizioso e macabro.
Il percorso da intraprendere è lungo ed impietoso, ma l’antispecismo vero nella sua ideologia vuole spezzare questa incontrovertibile forza predominante che perdura da troppo tempo.
Alcuni dicono che finchè l’essere Umano non si libererà da egoismi passionali egocentrici mai potrà capire e condividere la bellezza di tutto l’ecosistema terrestre, nella sua integrità e purezza degna di ogni diritto naturale e primordiale. Alcuni (altri) paragonano il suo operato crudele ad un altro essere vivente molto diverso, dissoluto e privo di ogni remora morale rispetto alla moltitudine di specie esistenti: il Virus.
Non è difficile osservare un Leone, o un altro qualsiasi predatore libero in natura, in base a come sviluppa ed applica il proprio instinto cacciatore generato solo ed esclusivamente da un bisogno primario dettato da una fame necessaria ed utile alla sua sopravvivenza.
Inutile pertanto riflettere come e su cosa invece l’essere Umano applica (oggi come ieri) la sua ingordigia in tutta la sua ferocia e crudeltà. Basta osservare usi e costumi odierni in un epoca capitalista e consumista di cui ogni Umano è complice e purtroppo parte integrante.

Il veganismo etico è sicuramente un ottimo mezzo di diffusione informativa, condivisibile, da attuare e perseguire.
Tutto ciò che ne consegue (eticamente) è assolutamente accettabile ed utile alla causa.

Autore: Roberto Contestabile

 

Approfondimenti:

http://www.vittimedellacaccia.org/index.php

http://www.veganzetta.org/caccia/

http://www.veganzetta.org/quanto-uccide-realmente-il-cacciatore/

http://www.manifestoantispecista.org/web/un-manifesto/

http://www.promiseland.it/2018/02/17/nature-show-a-foggia-la-fiera-delle-armi-da-fuoco/

http://www.promiseland.it/2018/03/03/la-caccia-non-ha-ragioni-ne-giustificazioni/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NO al Nature Show! NO all'uccisione di Animali innocenti!

Come un evento all'apparenza mondano nasconde invece profonde logiche di profitto: armi da fuoco.

Purtroppo ci risiamo, e torniamo ancora una volta a gridare il nostro dissenso ad un evento opportunista, ipocrita e totalmente fuorviante: “Nature Show”.

Anche quest'anno infatti la triste manifestazione, in cui la vendita delle armi viene magistralmente mistificata, è alle porte.

Il 14, 15 e 16 aprile prossimi si svolgerà a Foggia, all'interno dei padiglioni Ente Fiera Autonomo, lo spettacolo dei cultori dell'attività venatoria, ossia caccia e pesca ed ogni sollazzo annesso. Ma la brutta notizia è che il divertimento puro non sarà a beneficio dei reali protagonisti di questa vicenda, ovvero gli Animali. Sì perchè il tema principale, per chi non conoscesse il temine venatorio, è sparare in ambiente aperto contro esseri viventi indifesi, utilizzare canne ultra sofisticate per pescare innocui Pesci, che poi non verranno mangiati (non che sia una giustificazione) ma ributtati morti nelle acque. Ma soprattutto il Nature Show pubblicizza la vendita e quindi la diffusione di pistole e fucili autentitici. Non parliamo di mezzi a scopo ludico, giocattoli per intenderci, bensì vere e proprie armi da fuoco. Le stesse che vengono adottate dalle forze militari e di polizia: armi a scopo offensivo, ferimento ed uccisione.

I casi di cronaca evidenziano un aumento dei delitti, come i fatti tragici di Macerata in cui un folle estremista ha sparato contro persone inermi ferendole gravemente. Ma non solo: i casi di violenza sono esponenzialmente cresciuti. I giornali d'informazione sono pieni di reati a scopo omicidio, soprattutto in una realtà come quella meridionale dove criminalità e scarso senso civico vanno per la maggiore. Il foggiano è tristemente famoso per eventi così tragici e penosi, in cui organizzazioni malavitose operano indisturbate all'interno di un apparente pacifica realtà.

E a Foggia che cosa si organizza? Una fiera delle armi! Sì, avete letto bene, un'esposizione di armi! Questo è davvero troppo anche per i più distratti e menefreghisti!

Come già detto l'anno scorso il nostro giudizio in qualità di associazione animalista è assolutamente negativo. Ma quello che più ci stupisce è il silenzio assordante che nuovamente, a poche settimane dall'inizio, pervade incontrastato. Le istituzioni sono assenti, le onlus latitanti, la popolazione assorta in altre occupazioni. Il nostro impegno è quello di protestare in maniera unanime affinchè eventi di questo scarso spessore etico non siano più protagonisti all'interno di un luogo dove la cultura e la gioiosità dovrebbero abbondare. L'Ente Fiera ha il dovere di diffondere progetti educativi e di sviluppo morale, e non squallide manifestazioni di morte. Oltretutto promuovere la bellezza della natura tramite il culto venatorio è ormai un passaggio ideologico che non ha più senso di esistere. Da innumerevoli posizioni sempre più persone dichiarano il loro sdegno verso l'uccisione e il maltrattamento degli Animali. Ormai non solo Cani e Gatti sono in cima alla lista delle priorità da tutelare e conservare. Il concetto antispecista è in graduale aumento proprio per identificare una presa di coscienza sempre più ampia tra chi preferisce abbandonare il vizio del gusto e dello svago opportunista rispetto alla cura e alla salvaguardia del mondo Animale. Gli Animali sono esseri senzienti dotati di ogni attitudine morale. Provano emozioni e sentimenti puri, non come noi ma molto più di noi! Non si spiegherebbe perchè l'essere Umano è l'unico individuo che pratica ogni violenza possibile in maniera totalmente gratuita. La sopravvivenza non c'entra nulla, "non siamo più cavernicoli" (almeno non dovremmo, in base ad un evoluzione logica e morale). I danni collaterali di un antroponcentrismo secolare stanno partorendo i peggiori frutti acerbi.

Senza dilagare in contesti a noi non consoni (quali inquinamento, malattie ed altro) l'equilibrio internazionale è inqualificabilmente ricco di conflitti estremi in cui più popolazioni si scontrano quotidianamente e senza sosta. L'utilizzo delle armi da fuoco è in aumento esponenziale colpa anche la politica che, tramite strategie estreme e lontane da un giudizio virtuoso, tenta inutilmente di risolvere in questo modo spregevole i contrasti tra popoli.

A maggior ragione il nostro dissenso è totalmente favorevole ad uno stop del Nature Show, e ad una rivalutazione del programma ufficiale che attualmente prevede:

- “abbigliamento accessori e attrezzature per la caccia e la pesca, armi e munizioni, buffetteria, coltelleria, riserve caccia e pesca, arte a tema venatorio, ottiche, tecnologia e attrezzature da richiamo, prodotti per la caccia e la pesca, tiro sportivo, stampa specializzata, turismo venatorio, veicoli fuoristrada, incisioni ed incisoritrofei e imbalsamazione, cinofilia ecc.”

Qui il regolamento ufficiale scaricabile:

http://natureshowfiera.it/wp-content/uploads/2018/02/regolamento_generalenatureshow2018.pdf

Ma quello che è più grave ed inaccettabile riguarda una nota all'interno del suddetto regolamento, e cioè testuali parole:

“Gli espositori si assumono ogni responsabilità riguardo al materiale che portano in esposizione in particolare per l’esposizione di armi e di munizioni, è a loro carico l’obbligo di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare furti, incendi, spari, corto-circuiti, rumori molesti, etc.”

Ciò significa che se malaugoratamente dovesse accadere un incidente...gli organizzatori non hanno nessuno colpa e quindi responabilità! Non credo ci sia altro da aggiungere per commentare questa ennesima farsa.

Da parte nostra utilizzaremo ogni mezzo a nostra disposizione per diffondere una corretta informazione ed una giusta condivisione della giustizia e della logica.

A presto per nuovi aggiornamenti.

 

Autore: Roberto Contestabile

P.S. anche Promiseland ne parla http://www.promiseland.it/2018/02/17/nature-show-a-foggia-la-fiera-delle-armi-da-fuoco/

Noi Diciamo NO al Nature Show

Anche quest’anno Foggia ospiterà il “Nature Show”, la più grande esposizione del Sud Italia dedicata, come si legge sulla pagina ufficiale dell’evento, ad appassionati ed estimatori della caccia, della pesca, delle armi e degli sport all’aria aperta.
"Liberazione Animale" e "LunaCometa" dicono NO al Nature Show!

 

NO perché propugna un modello culturale maschilista e sciovinista

A pubblicizzare l’evento manifesti e locandine raffiguranti il mezzo busto di una donna-lupo nuda, che stringe le braccia al seno mentre un serpente le striscia giù dal collo. Ovviamente non ci stupisce che una manifestazione che esalta l’utilizzo delle armi e “sport” violenti quali caccia e pesca, venga pubblicizzata con un’immagine trasudante maschilismo e richiami sessuali più o meno espliciti: l’archetipo donna-animale, in cui la donna, proprio come la natura e gli animali, viene presentata come una creatura pericolosa, ammaliatrice e selvaggia, da domare, si sposa benissimo con l’ideologia del dominio di tipo patriarcale che purtroppo ancora caratterizza la nostra società e con l’archetipo dell’uomo-cacciatore, che di quella ideologia è figlio, in cui il maschio coraggioso e virile è impegnato ad affrontare le proteiformi manifestazioni di una natura infida e pericolosa.
Tale esempio di sciovinismo maschilista, che comunque rende efficacemente l’idea del modello culturale che l’esposizione in argomento propugna, non è l’unico elemento a suscitare la nostra più ferma riprovazione.


NO perché siamo contrari all’uso e alla spettacolarizzazione delle armi

Più che la natura, infatti, protagoniste della mostra sono le armi, strumenti di morte attorno a cui gira un business milionario, che non riguarda certo solo la caccia e il tiro sportivo. Attualmente sono in corso oltre 30 conflitti armati di grandi dimensioni nel mondo (senza contare guerriglie e sommosse), secondo l’Uppsala Conflict Data Program (UCDP) , programma del Peace Research Institute di Oslo e l’Italia delle armi non fa altro che fomentare questo tragico quadro, vendendo armi in 123 paesi nel mondo, malgrado la legge 185/90 che vieta l’esportazione di armi verso paesi in stato di conflitto ed anche verso i paesi che violano i diritti umani, come Kurdistan, Siria, Libano, Iraq, Egitto, Libia, Afghanistan e Yemen. Proprio a gennaio è stato scoperto un traffico internazionale di armi verso la Somalia, che ha coinvolto camorra, mafia del Brenta e l’amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi (già coinvolto un’altra inchiesta su traffico di armi e reclutamento di mercenari tra Italia e Somalia), oltre che suoi collaboratori con forti legami con il mondo politico.


NO perché riteniamo non sia uno spettacolo per bambini

Non ci risulta che gli enti promotori della manifestazione abbiano predisposto misure particolari con riferimento alla partecipazione all’evento da parte dei minori. Dunque, a prevalere è purtroppo ancora una volta la logica del profitto, che, senza alcuno scrupolo etico o pedagogico, promuove e legittima la normalizzazione della violenza.
Per chi produce e vende armi coltivare giovani clienti è la strategia che assicura il futuro, propagandano l'idea che le armi siano un'attività ricreativa.
Gli uomini imparano dalla osservazione e dalla imitazione del comportamento altrui. E’ quindi inevitabile che i bambini imparino dagli adulti. Viene chiamata la ‘teoria dell’apprendimento sociale’. Se un minore viene esposto a comportamenti di aggressività e violenza, non potrà che riprodurli, imitando l’adulto con un conseguente logoramento della sensibilità nei rapporti con gli altri esseri viventi.

NO, perché sappiamo come molti cacciatori trattano i propri cani

I principali fruitori della manifestazione sono i cacciatori che considerano i loro cani esclusivamente come strumenti della loro attività.
Molti di loro detengono i propri animali in box angusti da cui escono, quando va bene, una volta al giorno, fino alla stagione della caccia. E, finita quella, spesso vengono abbandonati perché non “buoni”. Inoltre, le femmine, spesso non sterilizzate (perché è convinzione tra la categoria che perdano il fiuto) ma libere di scorazzare durante la caccia, si accoppiano e i cuccioli vengono puntualmente abbandonati.
Ecco perché i cacciatori risultano essere quelli che maggiormente contribuiscono al fenomeno del randagismo nella nostra provincia, dati alla mano.
Ricordiamo anche che al Nature Show ci sarà un’ampia esposizione delle aziende che vendono collari educativi e antiabbaio (che funzionano con scosse elettriche). Da un punto di vista amministrativo ad oggi non sussiste un esplicito divieto di vendita e commercializzazione di tali apparecchiature, seppur numerose ordinanze ministeriali siano intervenute nel tempo, ma nonostante ciò la giurisprudenza non ha mancato di chiarire nel tempo la contrarietà di tale utilizzo al benessere animale, e la conseguente rilevanza penale della condotta. Più di una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato che “L’uso del collare antiabbaio rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali”.

NO, perché a noi piace la natura così com’è

“Nature Show - lo spettacolo della natura”. Ecco, lasciamola com’è. Oggi, con evoluzione e progresso sullo sfondo, l’attività venatoria si continua a esercitare ma non per sopravvivere. Di caccia si muore e questo non vale solo per gli animali. Infatti, non mancano gli incidenti a danno ora di cacciatori ora di inconsapevoli passanti.
E abbandonando del tutto un punto di vista antropocentrico sulla caccia, le notizie non sono favorevoli per la natura: l’attività venatoria legalizzata mette a rischio la biodiversità. Seppur meno ‘rumorosi’ della deprecabile uccisione del leone Cecil, silenziosamente si riducono gli esemplari di ben 19 specie di avifauna già in stato di conservazione sfavorevole. Un nutrito numero di animali, già provati da un habitat pesantemente modificato dall’azione umana, soffre anche per l’inquinamento acustico provocato dagli spari tale da influenzare anche i loro ritmi di vita, compresa la ricerca del cibo. In aggiunta, e spesso sottovalutato, si rileva l’inquinamento da piombo contenuto nelle munizioni di caccia: veleno per animali selvatici, terreni e naturalmente uomo.
La caccia oggi non ha più niente a che vedere con la sopravvivenza, è un “divertimento” violento e pericoloso che fa molto male alla natura e alle persone. La fauna selvatica secondo la legge italiana è “patrimonio indisponibile dello Stato” e appartiene alla collettività. Perché qualcuno dovrebbe avere il diritto di uccidere qualcosa che è patrimonio di tutti?

A questo aggiungiamo, per gli stessi motivi, anche l'altra deprecabile attività della pesca sportiva che pure rientra oggi tra quelle attività praticate dagli “amanti della natura” e della vita all'aria aperta.

RICORDIAMO CHE AMARE LA NATURA NON SIGNIFICA ENTRARVI A GAMBA TESA PER SVOLGERE ATTIVITÁ BEN POCO RISPETTOSE DELLA STESSA, COSÍ COME NON SIGNIFICA PROVOCARE LA SOFFERENZA E LA MORTE DI ALTRI ESSERI VIVENTI. L'AMORE PER LA NATURA SI ESPRIME ANZI DIFENDENDOLA, FACENDOSI FAUTORI DI UN ACCOSTAMENTO RESPONSABILE AD ESSA CHE NULLA HA A CHE FARE CON TURISMO, ARMI E METODI PIÚ O MENO INVASIVI E/O INVADENTI.

Esprimiamo, inoltre, il nostro dissenso a una rappresentazione fuorviante da parte della pubblicità fatta al Nature Show di siffatta manifestazione, tale da farla apparire agli occhi dei più come qualcosa che celebra la natura, mentre propugna quasi solo attività che alla stessa fanno violenza, con conseguenze – come abbiamo visto – anche sul piano umano e antropologico.

L'uomo può e deve sicuramente entrare in contatto con la natura e immergersi in essa, senza usarvi però violenza alcuna. Il Nature Show, sotto il pretesto di una giornata a contatto con la natura, sembra fare piuttosto un calderone di situazioni che con essa poco o nulla hanno a che fare: dalle già citate caccia e pesca all'esposizione di auto, passando per il salone dell'Oriente (???) al villaggio medievale. Tutte attività, ad esclusione di caccia e pesca, di sicuro e vivo interesse, ma non si capisce per quale motivo inserite in un’esposizione che, dovendo essere dedicata alla natura, dovrebbe puntare a farla conoscere, a farne usufruire RESPONSABILMENTE, a diffondere la conoscenza della biodiversità, degli habitat, degli animali che la popolano. Sarebbe pertanto quantomeno opportuno chiamarla in altro modo, anche per rispetto verso i tanti che invece ogni giorno e spesso in maniera gratuita operano per la VERA salvaguardia della natura e con VERA passione e VERO AMORE per la stessa.
In conclusione ci domandiamo inoltre, dove siano associazioni ambientaliste, animaliste e pacifiste a far sentire la propria voce. Un silenzio assordante su un evento che riduce la natura a un mero oggetto di sfruttamento. Stupisce, inoltre, il patrocinio dell'Assessorato alle Risorse Agroalimentari e la partecipazione di quello alle Politiche Agricole della Regione Puglia tra gli espositori in una fiera dedicata, come recita il sito stesso, a “caccia, pesca, droni e bonsai”.

L'UNICO SPETTACOLO DELLA NATURA È LA NATURA STESSA.

Subscribe to this RSS feed

17°C

Foggia

Prevalentemente nuvoloso

Umidità: 84%

Vento: 6.44 km/h

  • 22 Maggio 2018 22°C 16°C
  • 23 Maggio 2018 22°C 15°C

Questo sito usa i cookies. Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni...