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Il “Piano Lupo” e le modifiche alla Legge Quadro sul randagismo

Il prossimo 23 febbraio tornerà in discussione nella Conferenza Stato-Regioni il tristemente noto Piano per la Tutela e Conservazione del Lupo. Ribadiamo con forza la nostra contrarietà all’approvazione di un piano operativo che pretende di tutelare il lupo e contrastare il bracconaggio autorizzando il “prelievo” (leggi uccisione) di esemplari di lupo nei limiti del 5% della popolazione stimata (di fatto ad oggi non esistono censimenti ufficiali in grado di fornire numeri certi degli esemplari presenti sul territorio) e di incidere sul problema del randagismo legittimando l’abbattimento diretto dei randagi potenzialmente ibridi. Anzi, a voler pensar male, ci verrebbe da dire che con questo Piano il governo intenda fare un bel regalo ai cacciatori in vista delle prossime elezioni. Ad ogni modo, riteniamo doveroso cercare di fare un po’ di chiarezza sulla notizia, diffusasi viralmente sul web, secondo cui il piano contemplerebbe anche la possibilità di reintrodurre l’eutanasia per i cani detenuti nei canili. Sulla questione, soprattutto a causa dell’atteggiamento poco trasparente adottato dal Governo, circolano notizie contrastanti. Da un’interrogazione parlamentare del 17 febbraio, rivolta al Ministro dell’Ambiente Galletti dagli on. Bernini e Busto, in cui peraltro vengono messe in luce in maniera puntuale ed esaustiva le tante contraddizioni e criticità del Piano, si evince, per affermazione dello stesso Galletti, che il testo che verrà discusso nella prossima Conferenza Stato-Regioni è diverso da quello consultabile sul sito del Ministero; tuttavia, nonostante la tensione che circonda l’approvazione del Piano, la nuova bozza, che a detta del Ministro dovrebbe aver superato molte delle problematiche evidenziate, non è stata e non verrà resa pubblica dal Governo prima dell’eventuale approvazione perchè la prassi non lo prevede (https://www.youtube.com/watch?v=VtEcsXvQ7lU&t=980s).

Se, dunque, da un lato, non è dato conoscere il testo in discussione, dall’altro, è certo che l’unico documento consultabile attraverso i canali ufficiali del Ministero (http://www.minambiente.it/sites/def...) contiene il riferimento alla possibilità di modificare la Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo (L.281/91) nella parte in cui stabilisce che i cani vaganti ritrovati, catturati o ricoverati non possano essere soppressi. Pertanto, riteniamo condivisibili le preoccupazioni del Partito Animalista Europeo, che per mezzo del Presidente Stefano Fuccelli (qui una sua intervista sul punto: http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/...), ha avviato una petizione che in due giorni ha superato le 7000 firme (https://www.change.org/p/ministro-galletti-no-alle-perreras-spagnole-anche-in-italia-no-all-eutanasia-dei-cani-nei-canili?recruiter=160157334&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-no_msg) ed organizzato insieme al NOITA una manifestazione nazionale a Roma proprio il giorno 23 febbraio.

In conclusione, non è dato sapere se il testo che verrà discusso nella Conferenza Stato-Regioni sia davvero diverso da quello pubblicato sul sito del Ministero, nè se tra le eventuali modifiche apportate vi sia davvero l’espunzione della possibilità di modificare la L. 281/91 nel senso sopra indicato. Quello che è certo è che nella versione consultabile attualmente sul sito del Ministero viene affidato a Regioni e Province Autonome il compito di elaborare un proprio piano operativo per il controllo di cani vaganti ed ibridi (considerati una delle principali minacce allo stato di conservazione del lupo) basato sulle linee guida delineate nel progetto Life Ibriwolf e sostenute anche dall’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ex INFS), che, ritenendo indispensabile una revisione della L. 281/91, individuano tra le misure efficaci per gestire e contenere il fenomeno del randagismo anche la reintroduzione della possibilità di eutanasia dei cani dopo un periodo di mantenimento nei canili e l’abbattimento diretto dei cani vaganti quando essi esercitino un accertato impatto su specie di interesse conservazionistico  (cfr. punti 3.3 e 4.5.2 del Piano Lupo consultabile sul sito del Ministero).

Ovviamente, la modifica della L. 281/91 non sarebbe nè potrebbe essere una conseguenza diretta ed immediata dell’approvazione del piano, in quanto dovrebbe avvenire a seguito dell’istituzionale dibattito parlamentare (il congiuntivo è però d’obbligo, considerato l’abuso che nel nostro Paese si fa della decretazione d’urgenza); tuttavia, in un contesto come quello attuale, in cui molte Regioni, un po’ per mancanza di fondi, un po’ per negligenza dell’amministrazione, non applicano pienamente e concretamente le prescrizioni contenute nella legge quadro, riteniamo che lasciare aperta una simile possibilità comporti rischi seri e concreti: gli Enti Locali potrebbero infatti ritenere più comodo ed economicamente vantaggioso affrontare la problematica del randagismo appaltando ai cacciatori la possibilità di uccidere i cani vaganti e reintroducendo l’eutanasia nei canili, anzichè investire in attività d’informazione e sensibilizzazione oltre che, ovviamente, in serie campagne di censimento e sterilizzazione, che, a nostro avviso, restano gli unici mezzi davvero efficaci nella lotta al randagismo.

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